Spettacolo UNA TRANQUILLA GIORNATA (dal 18 al 21 febbraio 2027)

Giorni
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Ore
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Min.
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2
Sec.
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4

 

“UNA TRANQUILLA GIORNATA” di Alessandro Mengali. Regia di Alessandro Mengali.

Con: Alessandro Catalucci, Alessandra Ligarò, Mauro Toscanelli.

Giovedì 18 febbraio 2027 ore 20:30

Venerdì 19 febbraio 2027 ore 20:30

Sabato 20 febbraio 2027 ore 18:00

Domenica 21 febbraio 2027 ore 18:00

Per info e prenotazioni: 389-52.99.672 (dal martedì al venerdì, dalle 13:00 alle 18:00)

Sinossi: “Peter è un tipico newyorkese della east side: lavora come dirigente presso una casa editrice che si occupa di manuali scolastici; è un bravo marito e padre di due ragazzine e una persona pacata e tranquilla. Una domenica mattina ha una inaspettata discussione con la moglie, che suscita
all’improvviso una serie di problemi, tirando in ballo tutti gli aspetti della loro vita in comune, basata fondamentalmente sulla tranquillità, sulla sicurezza, sulla stabilità e sulla reciproca affidabilità.
Per rilassarsi dopo quella impegnativa discussione Peter se ne esce con il libro che stava leggendo prima che la moglie lo coinvolgesse con i propri dubbi amletici e va al parco vicino casa con l’idea di continuare la propria lettura in santa pace. Evidentemente non è una domenica come le altre,
perché dopo un po’ che se ne sta sulla sua panchina preferita viene letteralmente accalappiato da un personaggio che sembra essere il suo opposto: single, irregolare, un passato tragico alle spalle, un presente squallido con una stanzetta ridicola come abitazione, un vicinato caotico e
marginale, una rivoltante padrona di casa che lo ossessiona con le sue avances sessuali e un cane nero che cerca puntualmente di impedirgli l’accesso alla propria stanza… L’incontro con questa sorta di alter ego avrà un esito sorprendente, ma Jerry (così si chiama il sopravvenuto interlocutore di Peter) potrebbe essere l’alter ego di ognuno di noi, e il suo arrivo –preannunciato dalle strane premonizioni della moglie di Peter?- crea una sorta di spaccatura senza ritorno nella quiete
della famigliola politically correct, paragonabile all’arrivo di Dioniso a Tebe o al Woland di Maestro e Margherita. Fa anche pensare al detto di Freud tanto caro a Marcuse: “Gli esseri umani per un po’ di sicurezza sacrificano molta felicità”.