Spettacolo: LI POETI NUN MORONO MAI (dal 16 al 18 ottobre 2020)

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“LI POETI NUN MORONO MAI” (Giggi Zanazzo – Valentino Banal) , uno spettacolo scritto da Alessandro Nobili. Regia di Francesca Targa. Musiche di Adriano Di Benedetto.

Con: Francesca Targa & Massimo Folgori

Venerdì 16 ottobre 2020 h. 21:00

Sabato 17 ottobre 2020 h. 21:00

Domenica 18 ottobre 2020 h. 17:00

Per info e prenotazioni: 389-52.99.672 (teatro)

 

Sinossi: “Sono tempi in cui le parole non vengono più usate come dovrebbero e spesso storpiate nella fretta dei
messaggi comunicativi che le nuove generazioni si scambiano trasformando e coniando nuovi slang che ai più risultano incomprensibili. Accettiamo questa trasformazione come una normale mutazione dei tempi ma quello che non dovremmo mai dimenticare sono le radici da cui questa comunicazione popolare proviene. A Roma abbiamo la storia che ci protegge, un patrimonio culturale incredibile che ci culla da sempre. La tradizione popolare vive dentro di noi, ci caratterizza nello spessore, nella veracità ma che spesso non ricordiamo. Il sonetto era lo strumento per eccellenza che dava la voce al popolo e i poeti romani lo usarono per smantellare il potere e risvegliare la coscienza sopita e da sempre sorniona. Siamo a Roma, in una moderna osteria, un tavolo, una tovaglia a quadretti con una fojetta. Un piatto di lupini e due uomini che discutono sull’arte del poetare. Un
musicante che suona canzoni romane dell’epoca, e poi loro, i grandi maestri: Pascarella, Ricci, Zanazzo,
Checco Durante, Banal e la piccola Raffaella La Crociera. Lo scopo che si prefigge questo spettacolo
è la narrazione attraverso aneddoti coloriti della bravura e della maestria di alcuni di questi poeti,
punto di riferimento della gente dei rioni in cui vivevano. Erano Bottegai, edicolanti, pittori, padri
nonni, amici e uomini ben voluti che con la loro poesia raccontavano la vita del popolo. Qualcuno in passato
gli ha dedicato vie, rassegne, premi ma con il passare del tempo sono finiti nel irrimediabilmente nel
dimenticatoio vivi solo nella memoria degli eredi. Ecco, con grande leggerezza vorremmo far conoscere
quanto invece siano stati importanti nel tessuto sociale romano. Un tuffo nella Roma che fu
accompagnati dalla rima tignosa e verace dei sonetti usata come arma bianca per aprire la coscienza a
intime riflessioni. Viva i sonetti, Viva Roma, viva la gente romana. Tutto sparisce tranne la poesia perché
li poeti nun morono mai!”.