Nessuno ti sente (storie di impotenza) (30 marzo ore 21.00, 31 marzo ore

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Nessuno Ti sente (storie di impotenza)
Liberamente tratto da “Ferite a morte” di Serena Dandini
Ci siamo evoluti … o emancipati? Due termini che a prima vista sembrano evidenziare due stati diversi dell’uomo, ma che in realtà hanno un significato legato a doppio filo. Sarete voi a decidere quanto e in quale maniera possano incrociarsi e/o coincidere.
Abbiamo fatto passi da gigante specialmente tra l’inizio del XX secolo e oggi, un lasso di tempo costellato da eventi epocali, un secolo che da un lato è stato di grandi conquiste civili, economiche, sociali, scientifiche, dall’altro è un secolo di grandi tragedie storiche. Si va dall’invenzione dell’aeroplano alla grande guerra, dal suffragio femminile alla scoperta dell’antibiotico, dalla tv in bianco e nero alle lotte per i diritti civili, di libertà di pensiero e di parola con volantini scritti a macchina, fino all’invenzione di internet, quale grande mezzo di comunicazione e di istruzione, poi di nuovo a grandi guerre civili. E quindi siamo regrediti!? No! E’ la lotta per la supremazia e il potere quindi tutto è lecito e nella norma.
Tutto è in continuo movimento, le donne non sono più solo madri e mogli ma anche donne in “carriera” e hanno “ voce”! (e qui iniziano i primi problemi). Si lotta contro ogni ingiustizia e sopruso, lottiamo per i diritti degli animali, per la natura, per la libertà, per la privacy, (ma poi ci diamo in pasto ai social) e tutto va avanti tra progressi e cambiamenti, solo una condizione non è mai davvero migliorata, anzi è andata peggiorando, la mancanza di rispetto nei confronti della donna. Non si parla di femminismo, ma di un dato di fatto. A molti disturberà l’argomento ma non ce ne curiamo, anzi lo gridiamo più forte! Oggi, nel XXI secolo ancora muoiono donne perché non vogliono sposare chi viene imposto loro dalla famiglia, muoiono, altresì, donne perché più brave del proprio uomo sul lavoro. Muoiono molte più donne, perché hanno scoperto di averla una voce! Di avere dei sogni, dei diritti, o semplicemente solo per il fatto di esser nate donne e cioè “inferiori”!?”. Succede da secoli, ma il paradosso per assurdo è che quando eravamo meno “evoluti o emancipati” non era così alto il tasso di mortalità femminile. Più diventiamo tecnologici più siamo informati e istruiti, e più questo massacro è brutale, in continuo aumento. Ad oggi non ci sono leggi per far sì che il massacro cessi, va avanti impunemente. Questa rappresentazione ha quindi uno scopo ben preciso quanto comune, abbiamo deciso ispirandosi al testo di Serena Dandini “Ferite a morte” di sensibilizzare e raccontare tramite 4 attrici 3 performers e 3 bambine, che ci doneranno la loro voce il loro corpo, il grido di tutte le donne che hanno subito violenze, a chi ha il coraggio di confessarle, a chi non ce l’ha e, a chi invece non può più farlo!! Proviamo a domandarci a cosa è dovuto questo massacro; all’impotenza della donna? All’impotenza dell’uomo? O ancora, all’impotenza della società? Lasciamo alla vostra sensibilità la scelta di questa risposta e, quale termine tra evoluzione ed emancipazione si addice di più alla nostra società.

Gli uomini vorrebbero essere sempre il primo amore di una donna. Questa è la loro sciocca vanità. Le donne hanno un istinto più sottile per le cose: a loro piace essere l’ultimo amore di un uomo”.
“Oscar Wilde”

Valentina Grimaldi